Nato nel freddo novembre 1975, fin dai primi vagiti contava “one two three FOUR!!! “ così la mamma sapeva quando cambiargli il pannolino a tempo debito. Il papà fece la follia di regalargli una chitarra, ma lui, con le corde fece un modellino di rack per la batteria delle sue marionette.
Alle medie il prof di musica cedette alla sua folle richiesta e fece ascoltare Bad Medicine dei Bon Jovi in aula. Risultato: tutto il casino che Koste fece suonandola con le mani gli procurò la prima sospensione, poi rientrata grazie alle sue indubbie doti diplomatiche.
La mamma non voleva saperne di comprargli la batteria e lui distrusse un materasso e tre cuscini in un anno suonandoci sopra con le posate di casa…il cugino allora lo sopportò ed ebbe l’occasione di esibirsi a 13 anni in piazza dei signori suonando Charlotte The Harlot degli Iron Maiden.
Poi il vuoto…la frustrazione di non avere una batteria propria e la sua carriera calcistica lo allontanarono dallo strumento, finché trovò al Fusinieri una batteria noleggiata per l’occasione del concerto di fine anno. Senza timori suonava nel pomeriggio durante i vari consigli di classe facendo un casino pazzesco, ma lui, da rappresentante di classe, con le sue indubbie doti diplomatiche fece rientrare la protesta degli insegnanti. L’incontro con Matteo Marchetti fu la svolta: gli fece ascoltare Images And Words e il buon Koste decise che doveva tornare a suonare seriamente. Insieme con lui fondò i Mosquito Threat, ma mentre gli altri due componenti fumavano canne e si portavano le tipe in stanza (un ex spogliatoio della nostra squadra di calcio) i due invece suonavano per ore e improntavano le idee e le melodie del loro personale progetto…nacquero i Divinus, gruppo a cavallo tra l’AOR e il prog metal, quanto sempre desiderato dal Koste (ancora oggi a dire il vero!), grazie all’incontro con Marco Toniolo e Filippo DeGuio. In piccolo fu un vero exploit! Vittoria agli interistituti, concerti a go gò, un fan club, ottime recensioni sui magazine nazionali (metal shock in primis), un apparizione su TVA vicenza.. pezzi propri davvero favolosi che ancora oggi impressionano per la loro bellezza (anche se l’esecuzione dell’epoca risentiva del livello tecnico ancora scolastico). Il gruppo però viveva su ego molto forti, e si sciolse sul più bello.
La rabbia del Koste si sfogò bene allora nel gothic death dei Tragic Serenade, progetto creato dai suoi amicissimi Paolo “The Bro” Salvadori e Matteo Marchetti con Filippo “Burzum” Tommasi. Anche qui i pezzi erano potenzialmente fantastici ma incomprensioni varie e il furto della sua Mapex avvenuta nel 1999 portarono ad una disaffezione e confusione totale del Koste, con conseguente abbandono. Una breve parentesi country con i “Country Stile”, side project degli Hot Guns di Paolo Sogaro e Portinari, dove suonava Filippo DeGuio, fece capire al Koste che il suo stile grezzo da metallaro mal si adattava ai ritmi soffici del country ed era meglio smettere che prostituirsi per suonare.
Solo l’insistenza durata ben 6 mesi di Marco Toniolo di mettere su un gruppo thrash stile Pantera\Megadeth e una prima prova veramente riuscita riaccesero la passione mai sopita. Ci volle un po’ per togliere la ruggine, ma poi il Koste si riprese più cazzuto che mai…pensava ad una parentesi provvisoria, invece è durata 6 anni, prima come Oblivion, poi come Voxel, ci sono stati due demo, tante prove e un po’ di amaro in bocca per come è finita nell’indifferenza generale.
Nel frattempo la sua super amicizia con Paul Branigade (Clockwork, Dardo Moratto, prossimamente… SuperHairBand ?) gli fece conoscere il portale di Vicenzalive con la possibilità di suonare dal vivo i pezzi dei suoi gruppi preferiti…Bon Jovi, Europe, Billy Idol, Queen… E’ proprio durante il concerto di Thiene al Bounty che conosce MarioMexx e Luxor (William), ci suona assieme e tra sé e sé pensa…”con questi devo suonare!!! ”. Conosce pure Livio ed Alvise durante i concerti degli allora For Have Her, capisce che qualcosa non funziona ed aspetta finché gli viene fatta la proposta di provare con loro. Contemporaneamente ha la possibilità che aspetta da una vita: suonare in una cover band di Bon Jovi, suo idolo fin da bambino. E adesso? Suonare in 3 gruppi porta sempre disastri…ma bastano poche prove per capire che oltre la musica, con i 4ever si era instaurato un feeling particolare, e rinuncia alle audizioni in corso con la Bon Jovi tribute band. Sembra passato un secolo ma è solo un anno fa circa…Nel frattempo acquista la batteria dei suoi sogni (love Musetta!), si mette a studiare (mai fatto prima!) e si toglie la soddisfazione di suonare durante i Vicenzalivetime “Pull Me Under” dei Dream Theater e “Separate Ways” dei Journey, due dei suoi pezzi preferiti di sempre, dove Paul Branigade e William lo accompagnano nella sfida di suonarle senza nessuna prova!
Adesso basta solo che impari l’half time shuffle di Rosanna e poi non ce n’è per nessuno.
Lo chiamano: Basta dire “Koste” e anche la mamma capisce.
Kit da combattimento: Yahama 9000, Dw 5000 Accelerator Double Pedals, Pro Mark Sticks, Zildjian serie Avedis, Bronze, Ufip Splashes, Paiste Charleston, Wuhan Cymbals, Shure Beta Drum Kit, Makie Sub, Remo Pinstripe Heads, BulletLP Percussion M.Portnoy Signed.
Si nutre di: Dream Theater, Bon Jovi, Journey, Queen, Toto, primi Metallica, ogni cosa che riguarda AOR\HardRock\Metal, Pop Anni 80, Funky Remember così facciamo prima.
Influenze: Tico Torres, Mike Portnoy, Lars Ulrich, Randy Castillo.
Batteristi preferiti: Mike Portnoy, Simon Phillips, Mike Mangini, Jack Bennett, Jeff Porcaro, Neil Peart.
Altre band: AC Forever.
Hobby: Tutto ciò che è spirituale e trascendentale, calcio, F1, Internet,
Nella vita normale é: consulente finanziario per privati ed imprese. |